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Ritratto di Guglielmo Vaccaro
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Build in public

Da co-founder a solo founder, e perché ora costruisco da solo

Tre progetti in team, due chiusi e uno venduto. Perché adesso lavoro senza soci, senza round e senza agenzia, cosa ci ho guadagnato e cosa ci ho perso davvero.

Ho fatto tre progetti in team: 21BJ come co-founder, Sp3llbound Studios e Bitzuma come CEO e co-founder. Due li ho chiusi, uno l'ho venduto. Da settembre 2025 costruisco da solo: CalAlly prima, Startupage un mese dopo, entrambi ancora vivi.

Non è stata una reazione emotiva ai progetti chiusi. È che avevo identificato con precisione dove perdevo tempo, e nel mio caso non era nell'esecuzione: era nel numero di decisioni che dovevano passare attraverso più teste prima di diventare qualcosa di verificabile.

Il problema non era il team, era la lunghezza del ciclo

Con un socio ogni ipotesi va spiegata, discussa e allineata prima di essere testata. È il costo giusto da pagare quando la decisione è grande e irreversibile. È un costo assurdo quando la decisione è piccola e la risposta la dà il mercato in tre giorni.

Nei progetti in team ho passato molte più ore a costruire consenso che a raccogliere prove. E il consenso non è una prova: due persone convinte della stessa cosa sbagliata restano due persone che sbagliano, solo più sicure di sé.

Quello che ho capito è che la maggior parte delle mie decisioni erano piccole e reversibili. Per quelle, il modo più veloce per sapere chi ha ragione è pubblicare qualcosa e guardare cosa succede. Da solo il ciclo tra "ho un'idea" e "so se è sbagliata" dura giorni. In tre dura settimane, e in quelle settimane il costo di aver torto cresce.

Cosa vuol dire davvero nessun team, nessun round, nessuna agenzia

Vuol dire che ogni cosa che vedi in un mio prodotto l'ho decisa e fatta io, e che quando qualcosa non funziona non c'è nessun altro a cui attribuirlo.

Nessun team. Scrivo il codice, faccio il design, scrivo i testi e parlo con le persone che usano quello che costruisco. Non sono un developer, non sono un marketer, non sono un designer: in ognuna di quelle cose sono peggio di uno che fa solo quella. Faccio tutto lo stesso, perché il prodotto non nasce dentro una casella professionale. Il vantaggio non è il risparmio: è che il feedback dell'utente arriva alla persona che può cambiare la cosa, senza passaggi intermedi che lo diluiscono.

Nessun round. Bootstrapped non è una fase di passaggio in attesa dell'investitore: è il modello. Prendere soldi vuol dire prendere un'aspettativa di crescita e un orizzonte temporale che non sono i miei. Con progetti che possono chiudere in dodici mesi e altri che si vendono in cinque, non voglio una struttura che rende costoso cambiare idea. Nessun investitore vuol dire nessuna scadenza imposta, nessuna crescita finta e nessuna riunione per giustificare quello che sto già facendo.

Nessuna agenzia. Delegare funziona quando sai già cosa vuoi. Nella fase in cui non lo sai ancora, delegare significa pagare qualcuno per eseguire velocemente una direzione che potrebbe essere sbagliata.

Cosa ci ho perso, senza girarci intorno

Tre cose, e sono reali.

Il contraddittorio. Da solo puoi restare mesi dentro una convinzione sbagliata senza che nessuno la tocchi. È esattamente l'errore che mi è costato due anni. Il sostituto che uso adesso è scrivere in pubblico: se so che dovrò spiegare una decisione a qualcuno che legge, la prendo con più attenzione. Non è forte come un socio che ti contraddice, ma è meglio del silenzio.

Il tetto di quanto puoi costruire. Da solo, oltre una certa complessità non ci arrivi. Questo mi ha spinto verso prodotti più semplici, il che è stato un bene, ma è una scelta con un limite, non un superpotere.

La velocità nelle fasi facili. Quando la direzione è chiara e serve solo eseguire, un team va più veloce. Punto. Il vantaggio del lavorare da soli sta tutto nella fase di incertezza, non in quella di esecuzione.

Il vantaggio che non mi aspettavo: il posto smette di contare

Lavorando da solo non ho un ufficio e non ho orari da sincronizzare con nessuno. Il risultato è che il luogo in cui sono ha smesso di essere una variabile. Lavoro da una montagna, da un posto di mare, da una città che non conosco, con uno zaino e una connessione decente.

Non lo dico come stile di vita. Lo dico perché ha un effetto pratico sul lavoro: quando l'unico vincolo è la connessione, smetti di organizzare la settimana intorno a un posto e la organizzi intorno a cosa devi capire. E le cose che faccio quando non sto costruendo, dal BJJ alla montagna, non sono una pausa dal lavoro: allenano la stessa testa che ti fa tornare su un problema difficile per mesi.

Come lavoro adesso

Le regole sono poche e le tengo perché derivano direttamente dagli errori precedenti.

  1. Prima delle due settimane cerco persone che il problema ce l'hanno già e stanno usando qualcosa di scomodo per risolverlo. Se non le trovo, il progetto non parte.
  2. Ogni scommessa ha una data. Se entro quella data non è successa una cosa precisa, chiudo. La data si decide da lucidi, all'inizio, non quando sei già dentro.
  3. Misuro il ritorno, non la registrazione. Quante persone tornano la settimana dopo è l'unico numero che dice se hai costruito qualcosa che serve.
  4. Pubblico il processo mentre succede, incluso quando va male. È il mio contraddittorio artificiale.
  5. Niente call e niente consulenza. Vendere il mio tempo a ore è il modo più veloce per non avere più tempo da mettere sui prodotti.

Il risultato lo trovi nella pagina progetti: due prodotti attivi, un exit, due chiusure. Tutte con lo stesso spazio.

Domande frequenti

Consiglieresti a tutti di lavorare da soli?

No. Funziona se il tuo collo di bottiglia è il numero di decisioni da allineare. Se il tuo collo di bottiglia è una competenza che non hai, un socio è la risposta giusta e lavorare da solo ti rallenta soltanto.

Come fai a non convincerti di cose sbagliate senza nessuno che ti contraddica?

Non ci riesco del tutto, ed è il rischio principale. Le due contromisure sono scrivere in pubblico e mettere una data di scadenza a ogni scommessa, così la sveglia arriva anche se non me la sono data io.

Torneresti a lavorare in team?

Per un progetto che richiede competenze che non ho, sì. Per un prodotto che posso costruire da solo nella fase in cui non so ancora se ha senso, no.

Cosa usi per riuscire a fare tutto da solo?

Uno stack ridotto e molto ripetuto, più l'AI per la parte meccanica. Ne scrivo in il mio stack per lanciare un prodotto.

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